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STATI GENERALI DELL’INFORMAZIONE. A NAPOLI SI PARLA DI LAVORO GIORNALISTICO E PRECARIATO

Ieri, a Napoli, i giornalisti della Campania hanno fatto il punto sullo stato della professione e sulle prospettive in vista dell’incontro nazionale di Firenze sulla tutela dell’attività giornalistica, in agenda il 7 e l’8 ottobre. Il numero uno dell’Ordine della Campania Ottavio Lucarelli (foto), ha esposto le sue preoccupazioni innanzitutto per l’articolo 8,contenuto nella manovra di risanamento voluta dal Governo che rimette in discussione tutto il sistema delle garanzie per il lavoro. A preoccupare non sono solo le scelte della politica, ma anche la situazione di grave precarietà che oggi caratterizza larghi settori della professione giornalistica.
Il presidente nazionale dell’Ordine, Vincenzo lacopino, ha sottolineato come «il vero pericolo per la libertà di stampa non riguarda solo il conflitto d’interessi del presidente del Consiglio, ma dal fatto che gli editori, tranne eccezioni, hanno intereressi terzi rispetto all’informazione. Ci sono grandi editori che pagano quasi niente i loro collaboratori».
Venendo alle proposte, che saranno contenute in un documento ufficiale, si parte dalle considerazioni del presidente della Fnsi, Roberto Natale che sollecita, tra l’altro, l’approvazione della proposta di legge Moffa (che va a incidere sull’adeguamento dei compensi dei giornalisti autonomi alla quantità e alla qualità del lavoro svolto) e la creazione di un tavolo congiunto tra Ordine, sindacato, Inpgi e Corecom. Il numero uno della Federazione propone anche la creazione di uno sportello per i giornalisti minacciati.
Nette e precise anche le rivendicazioni del coordinamento giornalisti precari della Campania che chiedono una rappresentanza nei comitati di redazione, l’istituzione di un registro dei collaboratori esterni controllato in maniera incrociata da Inpgi, Assostampa e Ordine, l’istituzione di un tavolo sindacato – editori per stilare minimi tariffari sostenibili per gli editori e dignitosi per i professionisti e ribadiscono il loro parere contrario all’estensione al comparto giornalistico delle norme in favore dell’apprendistato.
In un documento, letto nel corso del dibattito, l’Unione dei Cronisti, insiste sulla necessità, tra l’altro, di «controlli più stringenti sull’iscrizione all’Albo e sul rispetto delle regole da parte degli editori ma anche da parte dei giornalisti e degli aspiranti giornalisti; una sollecitazione continua sui cdr a fare la loro parte quando si tratta di stabilire compensi e tetti per le collaborazioni, ed anche a preservare la qualità e la libertà dell’informazione».
Eleonora Tedesco (Il Denaro)

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