Sulla vicenda del decreto interministeriale del 30 marzo 2010 che ha determinato la sospensione delle tariffe postali agevolate per i prodotti editoriali, il Pd, tra gli altri, sta presentando interrogazioni sia alla Camera sia al Senato. “Nella recentissima legge 99 del 2009 – sostiene Vincenzo Vita (Pd), vicepresidente della commissione Trasporti e Cultura del Senato – si ponevano precise indicazioni a Poste Italiane in merito alle tariffe più favorevoli da praticare alle diverse strutture editoriali. Quali motivazioni hanno indotto il Governo a sospendere le tariffe agevolate, previste da un’apposita legge, e a non tener conto della norme del 2009? Le organizzazioni no profit, poi, non possono pagare la tariffa base prevista per gli editori iscritti al Registro degli operatori di comunicazione (Roc). Il Governo deve emanare un nuovo decreto, per evitare la chiusura probabile di molte delle 5mila testate interessate”.
Il Pd punta anche sulla liberalizzazione delle Poste per trovare accordi e convenzioni tra editori e operatori postali, su tariffe più convenienti, “ma solo dopo aver ripristinato le agevolazioni e a patto di reinvestire interamente nel settore, in particolare negli ammortizzatori sociali, gli eventuali risparmi dello Stato” precisa Paolo Gentiloni, responsabile comunicazione.
Luisa Anna Magri
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