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SIAMO PRONTI AD ACQUISTARE LIBERAZIONE. PERCHÉ NON CI RISPONDETE? (LIBERAZIONE)

Noi siamo Loop, i “corsari” che nel momento di grave criticità dell’editoria italiana hanno appena lanciato un nuovo bimestrale. La crisi del quotidiano Liberazione, le proposte di acquisto da parte di un unico imprenditore, ci hanno spinti a formulare una proposta diversa per la tutela e il rilancio di un giornale indipendente, libero e di sinistra. Per questi motivi abbiamo costruito le premesse alla realizzazione di un consorzio aperto di società cooperative e piccole-medie imprese che potesse acquistare, in parte, o nella totalità il quotidiano Liberazione.
La forma consorzio non è stata scelta a caso. Avendo preso atto dell’impraticabilità dell’ipotesi di una “Liberazione senza padroni”, abbiamo formulato l’ipotesi di affidarla a molti. Molti padroni sono meglio di uno, soprattutto nella tutela dell’indipendenza del giornale. Lasciando contestualmente aperte le porte del consorzio ad altre realtà che volessero in futuro entrare a fame parte. Forti di questa proposta, organizzata su una company parted-pata, il 5 gennaio abbiamo incontrato il direttore di Liberazione Piero Sansonetti per vagliare le ipotesi ancora in campo.
E’ emersa, ovviamente, la necessità di praticare una preventiva due diligence, un atto affidato a un soggetto terzo che chiarisce in maniera definitiva e trasparente lo stato dei conti della società in vendita. Il giorno stesso Piero Sansonetti, come da noi richiesto, ha comunicato la nostra manifestazione di interesse , ali’ amministratore del Prc. Il giorno dopo (l’Epifania!) abbiamo appreso dell’anticipazione al 12 gennaio della direzione nazionale di Rifondazione prevista a fine mese, con odg di sfiducia al direttore di Liberazione e contestuale incarico ai due nuovi direttori: una cosa che sembra assomigliare molto alla proposta Luca Bonaccorsi.
Non vogliamo indagare quali siano stati i motivi che hanno spinto in un giorno di festa il segretario del Prc ad una accelerazione simile. Risulterebbe inoltre arrogante da pane nostra, intravedere un nesso tra la nostra azione e quella operata dal segretario Ferrerò.
E’ utile invece cercare di capire con quale modalità avvenga la dismissione di un giornale come Liberazione. Ci si appresta ad alienare un patrimonio politico e culturale senza nemmeno vagliare adeguatamente altre proposte di acquisto, senza considerarne la diversità, la solidità. E’ preoccupante che questo avvenga perché è una modalità che va contro i più banali principi che regolano il più barbarico dei liberismi. Non si dovrebbe scegliere la proposta migliore, più trasparente e soprattutto quando è necessario garantire il futuro, l’indipendenza e la libertà di uno strumento di informazione?
In questi giorni non è successo nulla di tutto questo e anzi sembra che si mettano in campo tutti i mezzi per impedire una competizione trasparente e pubblica. A pagarne sarà Liberazione, i suoi giornalisti e lavoratori, e tutti noi.
(Per conto del costituendo consorzio B.G.I. Luciano Ummarino, direttore editoriale di “Loop”).

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