Sempre più aziende affidano il marketing a Facebook, esponendo in vetrina i prodotti, servizi e knowhow: implicitamente regalano utenti a Mark Zuckerberg per ottenere in cambio pubblicità, spazio imprenditoriale e vendite. Il rapporto di complicità tra linguaggio digitale e imprenditoriale è tanto efficace quanto pericoloso: le aziende si spogliano, affidano alla rete strategie e marchi al fine di instaurare un collegamento immediato e veloce con il cliente. I contatti, quindi partoriti da Facebook, sono destinati a rimanere nelle mani del social network: è questo l’unico limite del marketing sociale, in quanto lo spazio imprenditoriale rimane alla mercè della rete.
Per quanto Mark Zuckerberg possa aiutare il mercato, è sempre una persona terza rispetto al consueto e sano rapporto bipolare di vendita. L’interazione dell’utente di Facebook con le aziende è per ora superficiale, in quanto ci si limita a porre un “like”, che indubbiamente gonfia l’immagine dell’azienda stessa, condannando tale astratta preferenza a rimanere fine a se stessa: perché spesso frutto dell’abitudine, imitazione e notorietà del marchio.
È preferibile, a questo punto,soprattutto per le piccole aziende, tentare di realizzare una sorta di community ad hoc, nelle quali invitare gli utenti per uno scopo preciso, rendendo perciò possibile profilare i clienti, in base ad età, sesso e provenienza. (NL)
A Lamezia Terme il dibattito sulle edicole e sull’occupazione del suolo pubblico torna al centro…
La lezione di Papa Leone, le notizie che non vanno nascoste ma che devono servire.…
Slc Cgil chiede impegni ad Antenna sui livelli occupazionali nel gruppo Gedi. Il sindacato, uscito…
Il Garante privacy ha irrogato a Enel Energia una sanzione di oltre 500mila euro per trattamento illecito…
Hoepli, si fa avanti Mondadori. Spunta l’offerta per rilevare il ramo scolastica della casa editrice…
L’Associazione lombarda dei Giornalisti sarà in campo: il 27 marzo le penne lombarde resteranno ferme…