La Poste francesi svolge un importante servizio pubblico essendo presente in tutti gli angoli del Paese, il più grande d’Europa ma anche quello fra i meno densamente popolati. E proprio la Francia rurale, non solo quella sindacale, non vuole vendere la Poste in Borsa e rifiuta l’idea di lasciarla in balia del mercato e dei suoi capricci. Il problema è finanziario: la Pose ha bisogno di 3-3,5 miliardi per affrontare la concorrenza, il ricorso al mercato sembra quindi, da questo punto di vista, giustificato. Nicolas Sarkozy è favorevole all’apertura di capitale ma vuole essere prudente, non intende sacrificare la pace sociale sull’altare di un conflitto che potrebbe coagulare i malumori che percorrono il Paese. Certo il governo assicura di voler mantenere più del 50% del capitale, ma i sindacati non si fidano e così ieri, cinque sindacati hanno invitato i 300 mila dipendenti dell’azienda pubblica francese a incrociare le braccia. Intanto il presidente ha già creato una commissione che dovrà “riflettere” sul futuro del servizio postale.
Fabiana Cammarano
Tra poche settimane milioni di studenti torneranno tra i banchi e insieme a libri, quaderni,…
Nessuno tocchi Sigfrido Ranucci. Gli inviati di Report fanno muro: nessun conduttore né capoautore esterno…
Mattia Feltri ha lasciato l’Huffington Post Italia, diretto verso il Quotidiano Nazionale come riportato da…
Nei capitoli precedenti abbiamo analizzato la cooperativa giornalistica soprattutto sotto il profilo della sua organizzazione:…
“Andrei a cena pure con Totò Riina”, ha detto Sigfrido Ranucci a chi gli rimproverava…
L’estate sta finendo, è tempo di tornare a scuola ed è già polemica per l’ennesimo…