Editoria

Musk perde la causa contro Altman ma punta già al ricorso

Che disdetta, mister Musk: i giudici rigettano la causa presentata contro OpenAi e Sam Altman. E ciò perché, secondo quanto stabilito dai magistrati americani, l’azione legale è arrivata troppo tardi. Fa quasi ridere pensare che in un’epoca in cui tutti sono iperconnessi e basta un clic per fare qualsiasi cosa, proprio Musk, uno dei fautori del globo veloce, sia rimasto tagliato fuori dalla sua peculiare richiesta di giustizia perché avrebbe perso troppo tempo prima di decidersi a trascinare Sam Altman in tribunale. La vicenda è fin troppo nota. Altman s’è preso la Fondazione, che aveva potuto beneficiare pure di cospicui finanziamenti da parte di Musk, e ne ha fatto una società a scopo di lucro. Troppo grosso l’affare dell’intelligenza artificiale perché si continuasse a lavorarci pro bono. Ma Elon Musk non molla. Nemmeno un centimetro. E ha già pronto un ricorso in Appello. “Per quanto riguarda il caso OpenAI, il giudice e la giuria non si sono mai realmente pronunciati sul merito della causa, ma soltanto su una questione tecnica legata ai termini temporali. Per chiunque abbia seguito il caso nei dettagli, non ci sono dubbi che Altman e Brockman si siano effettivamente arricchiti appropriandosi di un’organizzazione benefica. L’unica domanda è: Quando lo hanno fatto! Presenterò un ricorso alla Corte d’Appello”. Così ha scritto il tycoon di origini sudafricane sul suo account di X. Dove ha poi proseguito: “Creare un precedente che permetta di saccheggiare enti di beneficenza è incredibilmente dannoso per le donazioni benefiche negli Stati Uniti. OpenAI è stata fondata per il bene di tutta l’umanità”. Intanto, Altman pensa a fare il bene per se. E sembra proprio la storia di tutta la Silicon Valley. Ogni innovazione nasce con i più alti propositi, nel segno della gratuità e degli ideali più alti. Poi arrivano i dollari e ciascuno si riscopre adoratore del dio denaro.

Luca Esposito

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