Sarkozy vuole un G8 dedicato ad Internet prima del vertice dei capi di Stato e di Governo (Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito, Russia e Stati Uniti) che si terrà in Francia, a Deauville, il 26 e il 27 maggio. L’intenzione del presidente francese è quella di “civilizzare Internet” attraverso delle regole che evitino “eccessi e abusi”. Con un invito riservato, Sarkozy ha chiesto ai grandi player dell’ICT e dell’industria dei contenuti di esprimersi su temi essenziali del futuro di Internet (diritti umani, proprietà intellettuale, privacy, sicurezza, infrastrutture e mercato digitale) per ricavarne indicazioni sulle politiche da adottare. Un’iniziativa che è stata vista da molti come un tentativo di sottrarre queste decisioni all’Internet Governance Forum (Igf) dell’Onu, il luogo dove da cinque anni si incontrano esponenti dei governi, delle imprese, delle associazioni, col proposito di garantire a tutti uno strumento che, come riconosciuto dall’Unione Europea, è centrale per esercitare i diritti fondamentali degli individui.
Non è peregrino pensare che il forum parigino sia l’occasione di riscrivere l’agenda della governance di Internet da parte delle imprese che vogliono trasformarla in una piattaforma commerciale a pagamento. A quel punto gli Stati autoritari si sentiranno legittimati a darsi una propria agenda e con la scusa di tutelare la proprietà intellettuale potranno mettere in campo azioni per limitare la democrazia politica che attraverso Internet si esprime.
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