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SARDEGNA; E’ INIZIATA L’ERA DEL DIGITALE. ROMANI, “SARA’ UNA VERA RIVOLUZIONE”

“Siamo di fronte ad una vera e propria rivoluzione che cambierà profondamente l’offerta televisiva con un sistema tra i più avanzati in Europa, visto che l’Italia è il primo paese a digitalizzare un’ intera regione”. Lo afferma il Sottosegretario alle Comunicazioni Paolo Romani, commentando l’avvio dell’era digital in Sardegna.
“La televisione italiana, dopo una sorta di guerra dei trent’anni sul livello di pluralismo e del numero dei soggetti operanti, intraprende una nuova strada che metterà, sul piano del numero delle offerte e della loro capacità di vincere dal punto di vista dell’utilizzo e del gradimento da parte degli utenti, la propria cifra distintiva. E la decisione del Governo di anticipare le fasi di digitalizzazione del Paese, con un programma che porterà alla fine del 2010 nelle case del 70% degli italiani la nuova tecnologia, è la conseguenza di tale scelta”.
“Una risposta reale e fattiva – continua il sottosegretario – a tutti coloro che, in buona fede o non, hanno ritenuto o ritengono il digitale terrestre un mero pretesto per la prosecuzione dell’esistente. Basta ricordare che solo attraverso tale innovazione è stato ed è possibile che tre nuovi operatori nazionali (H3G, il gruppo Tarak Ben Ammar o il gruppo l’Espresso) siano potuti diventare nuovi protagonisti a pieno titolo di tale offerta a dimostrazione che siamo di fronte ad un sistema aperto per tutti coloro che sono disponibili ad investire effettivamente e ad entrare nel mondo televisivo. Ed a questi se ne aggiungeranno molto presto altri, anche come fornitori di contenuti in base alla norma che prevede la cessione del 40% della capacità trasmissiva da parte degli operatori nazionali a soggetti terzi, per rendere più ricca e competitiva l’offerta verso i telespettatori”.
“In questi giorni, dunque, sta prendendo corpo la via italiana al digitale terrestre che, è bene ricordare, non è solo caratterizzata dalla moltiplicazione delle offerte e dei canali (per quattro o cinque rispetto a quelli attuali) ma – afferma ancora Romani – anche da nuovi contenuti (l’accesso a contenuti di pregio), da una nuova qualità di visione (l’alta definizione gratuita per tutti), da nuove modalità di fruizione (la televisione in mobilità), da nuovi servizi e opportunità (la navigazione in televisione)”. “Da domani la tv sarà un media diverso da quello che siamo abituati a conoscere – conclude Romani – in linea con l’evoluzione dei consumi culturali in atto soprattutto delle fasce più giovani”.

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