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RIVOLTA TRASVERSALE TRA I PARTITI CONTRO BEAUTY CONTEST, MA IL GOVERNO VA AVANTI

Dal Pd all’Idv, da Sel a Fli fino alla Federazione nazionale della stampa. Mentre cresce la consapevolezza sui costi della manovra, in tanti nel mondo della politica chiedono che le frequenze televisive vengano vendute e non regalate. Perché da sole potrebbero portare in cassa diversi miliardi di euro. In pratica si chiede al nuovo governo di ripudiare il metodo scelto dal Garante per le Comunicazioni nel 2009: l’Autorità allora ritenne legittimo e possibile che le frequenze venissero regalate agli editori – nuovi o vecchi, come Rai e Mediaset – forti di alcuni requisiti, di alcune qualità imprenditoriali. E’ quanto scrivono oggi alcuni quotidiani.
Il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, minaccia: «No alla fiducia se non sarà possibile introdurre nella manovra la vendita all’asta delle frequenze tv del digitale oltre a tagli consistenti alle spese militari, riducendo così la portata dell’intervento sulle pensioni».
Toni netti anche dal Partito democratico con Walter Veltroni e Anna Finocchiaro. Anche l’ufficio di presidenza di Fli indica la vendita delle frequenze come una delle misure che possono migliorare la manovra. Non manca l’intervento della Fnsi, la Federazione nazionale della stampa, che dice: «Al governo si chiede di avere il coraggio e la saggezza per cancellare i regali sulle frequenze tv facendone pagare il giusto valore in un’asta veramente aperta».
Dal governo per ora filtrano indiscrezioni: «La gara secondo il modello beauty contest per le frequenze televisive va avanti e non ha subito alcuno stop o ritardo in seguito all’insediamento del nuovo governo».

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