La delibera con cui la commissione parlamentare di Vigilanza ha regolamentato gli spazi informativi del servizio pubblico radiotelevisivo in vista del voto referendario dei prossimi 21 e 22 giugno resta valida: la Corte Costituzionale ha rigettato infatti il ricorso il ricorso del Comitato promotore dei referendum elettorali contro il regolamento dell’organismo di San Macuto. Il comitato, presieduto da Giovanni Guzzetta e da Mario Segni, chiedeva il parziale annullamento della delibera, lamentando di non avere, nelle trasmissioni di approfondimento, un trattamento paritario, in termini di indici medi di ascolto, con i gruppi politici favorevoli al referendum. Nella sentenza della Corte, invece, si evidenzia che le “censure indirizzate dal Comitato promotore all’articolo 7 della delibera della Commissione di vigilanza si fondano su un erroneo presupposto interpretativo”, secondo il quale il Comitato non sarebbe da ricomprendersi tra i “soggetti politici” indicati nella delibera. La Corte, invece, assicura che non è così: “La Commissione di Vigilanza si è uniformata al linguaggio del legislatore, includendo i Comitati promotori dei referendum tra i ‘soggetti politici’ cui spetta parità di trattamento”.
Ormai non passa giorno senza una nuova aggressione ai giornalisti, che non si contano più:…
Il Gruppo Sole 24 Ore chiude il 2025 in attivo. Quattro milioni di euro di…
Alta adesione allo sciopero del 27 marzo, la Fnsi rilancia la battaglia del contratto. “Per…
Il Garante privacy ha sanzionato Bakeca srl, società che gestisce un portale di inserzioni gratuite, per aver…
L’editoria italiana sta vivendo un momento di rara instabilità. Tutti i nodi stanno venendo al…
C’è stato un tempo in cui l’edicola era una certezza. Una luce accesa all’alba, il…