La delibera con cui la commissione parlamentare di Vigilanza ha regolamentato gli spazi informativi del servizio pubblico radiotelevisivo in vista del voto referendario dei prossimi 21 e 22 giugno resta valida: la Corte Costituzionale ha rigettato infatti il ricorso il ricorso del Comitato promotore dei referendum elettorali contro il regolamento dell’organismo di San Macuto. Il comitato, presieduto da Giovanni Guzzetta e da Mario Segni, chiedeva il parziale annullamento della delibera, lamentando di non avere, nelle trasmissioni di approfondimento, un trattamento paritario, in termini di indici medi di ascolto, con i gruppi politici favorevoli al referendum. Nella sentenza della Corte, invece, si evidenzia che le “censure indirizzate dal Comitato promotore all’articolo 7 della delibera della Commissione di vigilanza si fondano su un erroneo presupposto interpretativo”, secondo il quale il Comitato non sarebbe da ricomprendersi tra i “soggetti politici” indicati nella delibera. La Corte, invece, assicura che non è così: “La Commissione di Vigilanza si è uniformata al linguaggio del legislatore, includendo i Comitati promotori dei referendum tra i ‘soggetti politici’ cui spetta parità di trattamento”.
Sigfrido Ranucci non lascia il giornalismo. Almeno così dice lui. E anzi lo ribadisce anche…
In prossimità dell’erogazione del saldo relativo ai contributi previsti dal decreto legislativo 15 maggio 2017,…
L’intelligenza artificiale sta cambiando il mercato dell’informazione, ma gli editori non sanno ancora quanto valgano…
I contenuti nell’ecosistema digitale sono come gocce d’acqua nell’oceano. A una domanda pressoché bulimica di…
La battaglia tra industria editoriale e intelligenza artificiale si sposta nuovamente in Europa, con un’iniziativa…
Dopo la Corte di giustizia Ue, il Tar Lazio respinge il ricorso di Meta contro…