Categories: Editoria

Rcs, vicino raccordo sul debito

Rcs sarebbe a un passo dalla finalizzazione di un accordo con le banche (Intesa, Ubi e Unicredit) per la ristrutturazione di una consistente parte del proprio indebitamento, che a fine settembre era di 875,6 milioni. L’accordo, secondo quanto appreso in ambienti bancari, non sarebbe ancora stato formalizzato, ma ci sarebbe ormai un’intesa di massima tra il gruppo editoriale guidato da Pietro Scott Jovane e gli istituti creditori. Lo schema prevederebbe un riscadenziamento a 3 anni di una quota del debito compresa tra 750 e 800 milioni ma soprattutto l’utilizzo di eventuali proventi realizzati attraverso le cessioni di asset (siano questi gli immobili di pregio di Via Solferino e Via San Marco a Milano o alcune testate del ramo periodici) per coprire fin da subito, e non alla scadenza, l’indebitamento in essere. In altre parole, le banche avrebbero concesso a Rcs un allungamento della durata dell’indebitamento, ma a condizione che, in caso di cessioni di asset, le risorse incamerate non siano utilizzate per finanziare la gestione operativa o la crescita, ma vengano invece utilizzate per abbattere, prima della scadenza, il debito. L’intesa con le banche dovrebbe essere formalizzata contestualmente alla riunione del consiglio di amministrazione di Rcs, chiamato ad approvare il bilancio 2012 e a ufficializzare l’ammontare della ricapitalizzazione. L’orientamento dell’azienda, anticipato da MF-Milano Finanza, sarebbe quello di procedere subito con un aumento da 400 in un secondo momento a un’ulteriore iniezione di capitali per 250-300 milioni. Per ora la riunione del cda, che si terrà sicuramente entro I’ll marzo, non è ancora stata convocata. Almeno così avrebbe riferito il vertice dell’azienda ai comitati di redazione di Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport in un incontro che si sarebbe tenuto ieri. Nel corso del faccia a faccia con le rappresentanze sindacali dei giornalisti il vertice di Rcs avrebbe fatto presente che gli eventuali tagli all’organico (finora si è parlato di 800 esuberi tra Italia e Spagna su circa 5 mila dipendenti) saranno quantificati solo dopo l’approvazione del bilancio 2012. Di fatto, dunque, l’azienda avrebbe cercato di tendere una mano ai rappresentanti dei giornalisti, che avevano chiesto di aprire il ragionamento sugli esuberi solo di fronte a una chiara fotografia della situazione economica del gruppo. Oggi intanto il management incontrerà le rappresentanze di grafici e poligrafici

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