La proposta.
Vendita ad azionariato diffuso, con proprietà massima del 10%, di due canali Rai. Una sola rete pubblica senza spot, indipendente dai partiti. Nessuna tv posseduta al 100% da un privato. Abolizione contributi alle testate giornalistiche. Frequenze tv assegnate con asta ogni cinque anni. Abolizione della legge Gasparri
Gli effetti.
La vendita di due reti Rai e l’abolizione della pubblicità sulla terza mette sul mercato due canali con i limiti di affollamento delle tv commerciali indebolendo gli altri media, ma libera le risorse commerciali della rete pubblica (in Francia non è andata alle tv commerciali). L’abolizione dei contributi pubblici, comunque da rivedere, rischia di ridurre il pluralismo dell’informazione, in un momento di grave crisi dei ricavi. L’asta delle frequenze è la via giusta ma cinque anni sono pochi per ammortizzarne i costi. La legge Gasparri, oggi nel Testo unico sui servizi media, ha articoli che ingessano il sistema, favorendo la concentrazione
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