Per dare un futuro alla Rai è necessario, come primo passo, modificare la legge Gasparri e i criteri di nomina del vertice dell’azienda: lo ha ribadito Giovanna Melandri, ministro ombra delle comunicazioni del Pd, nel suo intervento all’assemblea nazionale di Mediacoop, l’associazione delle cooperative editoriali e della comunicazione, in corso a Roma. “Come Pd – ha sottolineato la Melandri – chiediamo che si modifichi la legge Gasparri, che non soltanto è stata sanzionata dall’Europa, ma è anche inadeguata a garantire il rilancio e le funzioni strategiche del servizio pubblico”. Nel mirino del centrosinistra, in particolare, “i criteri di governance – ha continuato l’esponente del Pd – che di fatto sanciscono la parlamentarizzazione del Cda. So bene che anche da parte del centrosinistra c’é stata molta disattenzione su questo tema, ma non c’é futuro per la Rai se l’azienda non si libera dalla morsa della partitocrazia. Questa è la sfida vera che abbiamo dal primo minuto posto alla maggioranza”. Quanto all’insediamento della commissione di Vigilanza, che domani tornerà a riunirsi con l’obiettivo di nominare il presidente, “mi auguro – ha concluso Melandri – che la maggioranza non riproponga un inaccettabile mercato delle candidature, di fatto impedendo il normale funzionamento di un’importante commissione di controllo”.
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