”Io rispondo al cda e all’azionista. Ma i giornalisti devono sapere che ho due obiettivi. Il risanamento dei conti, gia’ avviato. E rendere effettivamente pluralista la Rai. Cioe’, far vivere sul serio le regole del contraddittorio. Il mio piu’ grande nemico e’ il pensiero unico. Se per portare a casa questi risultati devo incassare delle sfiducie ne prendo anche una al giorno”. Cosi’ il direttore generale della Rai Mauro Masi commenta, in un’intervista a Repubblica, il referendum indetto da oggi dal sindacato dei giornalisti (Usigrai) per costringerlo alle dimissioni e l’appuntamento del 22 novembre quando, alla Camera, si discutera’ la mozione di condanna di Fli nei suoi confronti. Masi, sottolineando di aver ”cercato di salvaguardare il piu’ possibile la pace aziendale”, rileva che lo sciopero dei dipendenti fissato per dicembre ”lo hanno proclamato alcune sigle, che rispetto, non la Cisl che e’ d’accordo sul nostro percorso. Troveremo un’intesa, alla fine. Ma la Rai – avverte il direttore generale – deve darsi una mossa. Per troppo tempo e’ rimasta a galleggiare. L’avrei potuto fare anch’io aspettando una leggina ad hoc che ci aiutava dall’esterno con soldi pubblici. Invece no. La Rai deve fare con le sue forze. E un bilancio sano va in parallelo con un riequilibrio delle voci in tv nei programmi d’informazione”. Masi si rivolge poi a Roberto Saviano, che ancora ieri lo attaccava per la presunta censura a ‘Vieni via con me’. Lo scrittore, dice, ‘’sbaglia. Sui compensi anche osservatori poco teneri con me condividono la linea dell’azienda. Ci sono sprechi da eliminare. Abbiamo gia’ iniziato e faremo – assicura – una riflessione molto seria anche sui diritti sportivi. Certe cifre folli non possiamo permettercele. Una partita della nazionale – sottolinea – che pure il servizio pubblico deve seguire, costa ormai parecchi milioni e noi siamo alle prese con un risanamento che punta a mantenere i livelli occupazionali. Tra una partita dell’Italia e i posti di lavoro io scelgo i posti di lavoro”. Comunque, continua, ”non sono un censore, non ho mai messo il bavaglio a nessuno. Voglio essere giudicato sui fatti. I fatti dicono che tutte le trasmissioni sono in onda. Ma tutti dovrebbero rispettare le stesse regole”. Riguardo le accuse di filo-berlusconismo Masi sostiene che questa ”e’ un’enormita’. Lo dimostra il fatto che a destra mi criticano perche’ ci sono troppi talk show di segno opposto”. Massi afferma con forza che la Rai ‘’sta stravincendo la battaglia degli ascolti. Questo significa qualcosa. Se il pubblico trovasse delle deficienze politiche o di prodotto non ci seguirebbe cosi’ numeroso”. Sulla prosecuzione di Annozero anche a gennaio il direttore generale infine sostiene che ”non e’ detto. Non escludo nulla e anche Santoro, che e’ sempre imprevedibile, non esclude nulla. Con lui avevamo avviato una trattativa utile per tutti. La Rai poteva recuperare uno spazio editoriale che Santoro occupa grazie a due sentenze uniche nel mondo civile, ma penso anche nella galassia piu’ sperduta. Roba da extraterrestri. Allo stesso tempo l’azienda poteva usare la professionalita’ di Michele in altro modo”.(asca)
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