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PUBBLICATA LA LEGGE DI CONVERSIONE DEL DECRETO OMNIBUS. LE DISPOSIZIONI IN MATERIA DI EDITORIA

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 122 del 27 maggio è stata pubblicata la legge di conversione del decreto-legge 31 marzo 2011, n. 34 (cosiddetto decreto omnibus), recante disposizioni urgenti in materia di incroci tra settori della stampa e della televisione e di razionalizzazione dello spettro radioelettrico.
Con l’art. 3 viene prorogato al 31 dicembre 2012 il divieto di incroci proprietari tra stampa e televisione e ridefinito l’ambito di applicazione dello stesso divieto. In particolare, i soggetti che esercitano l’attività televisiva in ambito nazionale su qualunque piattaforma che hanno conseguito ricavi superiori all’8 per cento del S.I.C. (Sistema integrato delle comunicazioni) e le imprese (anche attraverso società controllate o collegate) i cui ricavi nel settore delle comunicazioni elettroniche sono superiori al 40% dei ricavi complessivi di quel settore non possono, prima del 31 dicembre 2012, acquisire partecipazioni in imprese editrici di giornali quotidiani o partecipare alla costituzione di nuove imprese editrici di giornali quotidiani, con l’eccezione delle imprese editrici di giornali quotidiani diffusi esclusivamente in modalità elettronica. Il divieto si applica anche alle imprese controllate, controllanti o collegate ai sensi dell’articolo 2359 del codice civile.
Le emittenti locali sono interessate invece dall’art. 4 con il quale si stabilisce il termine del 30 giugno 2012 per l’assegnazione dei diritto d’uso relativi alle frequenze radiotelevisive in ambito locale, che saranno oggetto di un’asta rivolta agli operatori di servizi in banda larga. Nelle aree ancora da digitalizzare (Liguria, Toscana, Umbria, Marche, Provincia di Viterbo, Molise, Abruzzo, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia) il Ministero non procederà all’assegnazione dei diritti d’uso dei canali 61-69. Nelle aree già digitalizzate (Sardegna, Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Trentino A.A., Veneto, Friuli V.G., Emilia Romagna,Lazio e Campania) il Ministero revocherà agli operatori di rete locali i diritti d’uso dei canali 61-69 che saranno resi disponibili, attraverso l’esperimento di un’asta, per i servizi in larga banda.
Egidio Negri

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