La Guardia di Finanza ha infatti effettuato, su richiesta dell’Autorità, una serie di ispezioni in circa 80 call center in tutta Italia, al fine di accertare il rispetto delle norme sulla protezione dei dati personali e dei provvedimento emanato dall’Autorità a giugno per tentare di porre fine agli abusi e alle pratiche illecite perpetrate nei confronti dei consumatori. Dalle ispezioni effettuate presso i call center, sia interni che esterni, è emerso infatti che la maggior parte dei call center non informavano adeguatamente le persone contattate o operavano addirittura senza dire all’utente che si stavano raccogliendo i suoi dati, per quali finalità venivano usati, se era obbligato o meno a comunicarli, quali erano i suoi diritti. call center hanno invece l’obbligo di informare con la massima trasparenza gli utenti sulla provenienza dei dati e sul loro uso e, se richiesto, di registrare la volontà dell’abbonato di non essere più disturbato. Per omessa o inidonea informativa il Codice privacy prevede una sanzione che va da 3.000 a 18.000 euro, che può essere aumentata sino al triplo a seconda delle condizioni economiche della società.
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