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PRC. LIBERAZIONE IN VENDITA, LUXURIA: NO A EDITORE ‘OMOFOBO’

Liberazione potrebbe finire nelle mani dell’editore di ‘Left’ Luca Bonaccorsi, ma i redattori protestano con un sit-in e raccolgono la solidarietà dei rappresentanti dell’associazionismo omosessuale, in testa l’ex deputata transgender del Prc Vladimir Luxuria, recente vincitrice dell’Isola dei Famosi. Il motivo sta nelle critiche che l’aspirante acquirente del quotidiano di Rifondazione ha rivolto di recente al giornale, accusato di dare troppo rilievo alle questioni del sesso e alle battaglie degli omosessuali. Bonaccorsi è considerato molto vicino allo psichiatra Massimo Fagioli, sdoganato a sinistra, a suo tempo, da Fausto Bwertinotti. Lo psichiatra oggi sul Corriere della Sera interviene a rafforzare le critiche di Bonaccorsi e attacca a testa bassa l’attuale direttore di Liberazione Piero Sansonetti.

La vicenda è solo una delle ricadute della spaccatura fra il segretario del partito-editore, Paolo Ferrero, e l’area ex bertinottiana che fa capo oggi a Nichi Vendola. E così il Comitato di redazione e l’assemblea dei giornalisti sottolineano in un comunicato pubblicato sul giornale il timore di rimanere “prigionieri di logiche non proprie di un corretto rapporto sindacale” mentre “infuriano le polemiche fra le diverse posizioni politiche e tutta la vicenda sembra incentrarsi e ridursi alla campagna pro o contro l’attuale direttore”.

Sta di fratto che la pietra dello scandalo oggi è Fagioli, e non a caso tra i cartelli esibiti al sit-in all’ingresso della sede del giornale e della direzione del partito ce n’è uno molto eloquente che recita: “Rifondazione ha bisogno di uno psicanalista, Liberazione no”. Il presidente dell’Arcigay Aurelio Mancuso, presente al sit-in, si dice preoccupato dell’ipotesi che il quotidiano del Prc “venga venduto a qualcuno che ritiene che i gay siano malati. E’ grave- aggiunge – che l’omofobia sia oggi un problema anche dentro la sinistra”. Posizione ispirata alle tesi di Fagioli ma non espressa apertamente, per quanto se ne sa, finora dal possibile editore di Liberazione. Anche Luxuria denuncia i rischi di “omofobia e teme di dover “chiedere ad Avvenimenti o al Giornale opsitalità per parlare delle tematiche dei diritti civili”, e avverte: “Noi vogliamo farlo su un giornale di sinistra, la libertà sessuale è strettamente legata al tema dell’uguaglianza”. E Franco Grillini, che dell’Arcigay è stato storico leader, avverte che “i ‘fagiolini’ (seguaci di Fagioli, ndr) sono una specie di setta che non ha nulla a che vedere con la sinistra”.

Secondo il direttore Sansonetti, infine, “vendere Liberazione a un gruppo che non può dare garanzie né sul piano economico né su quello culturale è una follia, un suicidio che spero sia evitato”.

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