Ormai è deciso, gli organizzatori della Fiera del Libro non intendono fare passi in dietro e Torino si afferma quale “città aperta al confronto tra le culture”.
La Fiera conferma la scelta d’Israele come ospite d’onore della prossima edizione. Una scelta che ha lo scopo di far meglio conoscere la sua cultura ricca e complessa e avvicinare le società civili d’Israele e d’Italia. Contemporaneamente la Fiera rinnova la disponibilità ad accogliere quanti di diverse lingue e aree intendono promuovere e favorire un libero scambio culturale, compresi gli autori palestinesi. In un comunicato, dall’ambasciata israeliana, fanno sapere che, da parte loro c’è la massima apertura verso i palestinesi: “Se vogliono partecipare, saranno i benvenuti”.
Il problema della presenza palestinese era già stato affrontato dal presidente della regione, Mercedes Bresso: “La Fiera celebra la cultura d’Israele, non la politica ma invitare scrittori israeliani significa automaticamente promuovere un confronto con quelli palestinesi”. Il sindaco Sergio Chiamparino, invece, ha ribadito la non necessità di invitare i palestinesi: “Se un popolo ha bisogno sempre di essere accompagnato da qualcun altro, significa che non lo si riconosce legittimo”.
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