Il Senato: “Stop ai piani di 28 giorni nella telefonia”

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Giorni contati per i piani di fatturazione a 28 giorni degli operatori telefonici. La Commissione Bilancio del Senato ha approvato l’emendamento del Pd che blocca tale tipo di fatturazione per le offerte relative alla telefonia e al traffico Internet. Se gli operatori non si adegueranno alla normativa scatteranno sanzioni e indennizzi forfettari per i consumatori. L’indennizzo, sulla base della proposta di Stefano Esposito (Pd), ammonta a 50 euro con somma maggiorata di 1 euro per ogni giorno di fatturazione illegittima. L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni è responsabile di eventuali sanzioni, che vanno da un minimo di 240.000 euro ad un massimo di 5 milioni. Peraltro l’Autorità ha già inflitto maxi-sanzioni agli operatori per il mancato rispetto delle disposizioni relative alla cadenza delle fatturazioni. Infatti, con delibera 121/2017, l’Agcom ha vietato i piani di 28 giorni. Gli operatori si sono rivolti al Tar, continuando di fatto ad applicare gli aumenti.
Dopo le ultime novità legislative canta vittoria l’Unione Nazionale Consumatori, che sin dall’entrata in scena dei piani di 28 giorni si è battuta per il ripristino delle vecchie condizioni. Il relatore del provvedimento, Silvio Lai, afferma che era importante che si ponesse fine ad una vicenda che sta molto a cuore ai cittadini. Lai auspica inoltre una maggiore trasparenza da parte degli operatori in merito alle offerte proposte e una solerte vigilanza dell’Agcom per impedire la formazione di nuovi fenomeni di disequilibrio nel rapporto operatore-consumatore. La fatturazione a 28 giorni ha introdotto de facto una tredicesima mensilità non ufficiale in capo ai consumatori, ritrovatisi con un aumento annuale dell’8,5%. Non è comunque da escludere che le compagnie telefoniche mantengano i loro guadagni, decidendo di aumentare i prezzi delle singole bollette.

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