“Il Csm assieme al ministro Angelino Alfano dovrebbero organizzare un corso per spiegare ai magistrati come si organizzano le inchieste giornalistiche, come si acquisisce il materiale e quanto di ciò che si raccoglie viene poi utilizzato realmente”: è il commento del presidente del Cnog, Enzo Iacopino alla decisione della Procura di Napoli di ordinare una perquisizione nella sede del Giornale e presso l’abitazione di alcuni giornalisti, “decisione che suscita uno sconcerto pari all’intensità dei riflettori che ha acceso sui protagonisti”.
“Scopriamo, e siamo grati alla Procura di Napoli, che abbiamo il diritto “di acquisire notizie e informazioni riservate e perfino segrete”; apprezziamo il fatto che gli stessi magistrati ci riconoscano il diritto-dovere di “preservare le fonti” e perfino quello di scrivere “in modo anche duro, pungente e veemente”. E’ bello vedere che c’è chi conosce la Costituzione e le leggi dello Stato.
Quel che non capiamo è l’anticipazione di giudizio che porta ad assumere iniziative gravi come quella che ha colpito il Giornale. Nessuna “manina” ha ancora distribuito copia delle intercettazioni che sono alla base della decisione dei magistrati di Napoli. Resta, quindi, una domanda: sono consapevoli che dire al telefono delle cose per acquisire del materiale, illustrare un’idea di inchiesta per avere opinioni, assecondare un interlocutore per ottenere informazioni non significa diventare strumenti di un complotto? Resta anche il timore del rischio emulazione, il fascino dell’idea che in altri potrebbe nascere di avere un inaccettabile controllo preventivo sull’informazione”.
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