Per i giornali americani la cifra complessiva del valore dei ricavi registrati nel secondo trimestre 2010 corrisponde al peggiore risultato registrato dal 1985. Questo è quanto emerge confrontando i risultati rispetto ai corrispettivi trimestri degli ultimi 25 anni. Tutto questo nonostante la contrazione degli investimenti pubblicitari sia in costante e progressiva attenuazione, una dinamica che lascia presupporre per il prossimo anno la fine della fase recessiva.
Il conteggio totale, che somma investimenti su carta stampata e online, è di 6,438 miliardi di dollari, di cui 5,694 miliardi investiti su carta e 743,9 milioni sull’online. Il calo complessivo è del 5,6% ed è in larga misura imputabile alla criticità della carta stampata, meno 7,6%. Diversa invece la dinamica associata al web, in aumento del 14% rispetto all’analogo periodo del 2009, che incide in misura del 12% sul valore complessivo pubblicitario raccolto dai giornali.
In buona sostanza quanto sta avvenendo indica che, nonostante la coesistenza di due mezzi di informazione, carta + web, il valore complessivo degli investimenti tende comunque a ridursi: quote percentuali sempre più consistenti vengono assorbite dal business digitale, ma quest’ultimo, quanto meno fino ad adesso, non riesce a compensare le perdite della carta stampata. (ejo)
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