La crisi delle edicole è stata, nel corso degli ultimi anni, incessante. Non si contano le chiusure, ne tantomeno le difficoltà della categoria, alle prese non solo con i cali di vendita ma anche con numerosi altri problemi, tra cui quello della distribuzione e dall’applicazione dell’art. 39 sulle rese in compensazione. Il sottosegretario con delega all’editoria Paolo Peluffo ha convocato un tavolo di discussione alla presidenza del Consiglio con l’obiettivo di stabilire un corretto processo industriale che possa arginare lo stato di crisi in cui vertono gli edicolanti. L’appuntamento è fissato per domani ma non è ancora chiara la strategia dei sindacati, che spesso – vedi il recente sciopero – si sono dimostrati poco compatti nel seguire una posizione comune.
Le posizioni dei sindacati (sono ben 6) negli ultimi tempi, sono state spesso divergenti. E l’adesione allo sciopero non ha fatto altro che dimostrare la netta spaccatura che intercorre tra essi. Lo Snag è stato l’unico che ha portato avanti la protesta, e nonostante le assicurazioni di Peluffo ( che ricordiamo, non essendoci un Governo, ha poteri limitati), ha dimostrato un benché minimo di coerenza rispetto alle decisioni prese in partenza. Dal canto suo il Fenagi ha invece deciso addirittura di disdire l’Accordo Nazionale per la vendita dei quotidiani e periodici a partire dal 30 giugno prossimo. L’obiettivo è quello di definire nuove modalità di pagamento dei prodotti, che tengano conto dello scenario di crisi attraversato dal settore. Dopo questa data, edicolanti ed editori avranno a disposizione sei mesi di tempo per definire, entro la fine del 2013, una nuova intesa basata su condizioni più flessibili condizioni di pagamento, che non potrà più essere anticipato, ma in conto vendita.
Il Sinagi invece si presenta al tavolo dopo aver richiesto alla Fieg la convocazione urgente della Commissione ex art. 15, per discutere in merito alla richiesta del pagamento di oneri aggiuntivi da parte delle Agenzie di distribuzione locale agli edicolanti, e della non corretta applicazione del conto deposito così come previsto dall’Accordo Nazionale.
Peluffo, cosciente di avere tra le mano una patata bollente, tenterà non soltanto di risistemare i cocci ma soprattutto cercherà di dare risposte concrete alla categoria. Con l’auspicio che il nuovo esecutivo non mandi presto tutto all’aria.
@Ivan Zambardino
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