La Rai vara il regolamento per la par condicio e ci si scopre subito a litigare. Spiega il Corriere della Sera che la legge prevede che, fino al 21 gennaio (ovvero, il giorno della presentazione delle liste), gli spazi siano suddivisi soltanto tra le forze rappresentate in parlamento:
50% dello spazio in proporzione all’attuale peso parlamentare, 50% uguale per tutti e suddiviso. Quindi niente Movimento Cinque Stelle né lista Monti. Il tempo sarà controllato al secondo, seguendo le indicazioni della Vigilanza. E così si scopre che, fino al 21 gennaio, il Pd nelle tavole rotonde pomeridiane delle 17 su Rai2 «vale» cinque presenze da 10 minuti e 45 secondi, il Pdl cinque da 11’ e 23″, la Lega due da 9’ e 34″ e poi un passaggio ciascuno all’Udc (12’ e 21″), al Grande Sud di Miccichè 8’ e 55″, 8’ e 34″ a «Per il Terzo polo Api-Fli-Cd» (formazione cancellata dall’attuale quadro politico) accanto ai 10’ e 29″ al solo «Futuro e libertà per il Terzo polo», ai Radicali 7’ e 56″.
E ricominciano i conti della serva:
Appena tre stringatissimi minuti alle minoranze linguistiche mentre 8’ e 15″ sono a disposizione di Fratelli d’Italia di Guido Crosetto, Pasquale Viespoli e la sua Coesione nazionale avranno 8’ e 24″, il Centro democratico di Tabacci-Donadi è a quota 7’ e 9″, Iniziativa liberale a 6’ e 59″ ed esattamente così i Liberaldemocratici mentre i Repubblicani azionisti sono a 7’ e 9″.
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