Quando c’è da far valere i propri diritti, il popolo del web di certo non si tira indietro.
E lo ha dimostrato anche stavolta.
Al centro della protesta che ha aizzato gli animi dei cybernauti c’è Instagram, la celebre app. fotografica, e l’ipotesi che le foto scattate dagli utenti con quest’ultima., potessero essere utilizzate per fini commerciali.
Immediato il dietrofront di Kevin Systrom, cofondatore di Instagram.
Systrom rassicura gli utenti, scongiurando la manovra promozionale che dal 16 Gennaio avrebbe trasformato gli scatti degli utenti in contenuti pubblicitari o a pagamento, il tutto ovviamente senza alcun compenso per i proprietari delle foto.
Su un punto il co-fondatore di Systrom però rimane fermo: la necessità di nuove regole per la fortunata app.
Nuove regole volte ad assicurare una stabilità economica, in termini di costi e guadagni.
Al momento infatti Instagram è gratuito ed ha costruito il suo successo in breve tempo e con numeri da outsider, tanto che Zuckerberg, che di fiuto per il successo ne ha eccome, ha messo gli occhi su Instagram.
Risale a questo a questo Settembre la transazione effettuata dal fondatore di Facebook, per 715 milioni di euro.
Un matrimonio che non è piaciuto agli “afecionados” di Instagram che vedono nell’interferenza dell’azienda di Menlo Park, possibili ripercussioni per quanto riguarda la violazione della privacy.
E a quanto pare sono previsioni che rischiano di non allontanarsi troppo dalla realtà ma per il momento le foto sono al sicuro , perlomeno fino al prossimo clic.
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