La Commissione che in Francia gestisce la concessione della ‘’Carte de presse’’ (CCIJP , Commission de la carte d’ identité des journalistes professionnels) si rifiuta di assegnare la Carta professionale ai direttori e ai redatori capo delle testate online che non sono lavoratori dipendenti.
La questione è al centro di una protesta dello Spiil – l’ associazione degli editori di testate online – che ha inviato a Richard Lavigne, presidente della Commissione, una lettera in cui rivendica il diritto per direttori e redattori capo, ‘’anche se non salariati, di ottenere la ‘carte de presse’, che finora è stata loro rifiutata’’.
Un numero sempre maggiore di testate digitali – spiega il Sindacato – hanno come direttore qualcuno che non era giornalista prima di avviare un’ azienda di informazione, ma che svolge un lavoro di redattore a tempo pieno, qualsiasi sia il tipo di rapporto contrattuale.
Il presidente della Commissione ha risposto alle sollecitazioni del Sindacato sostenendo che la questione va affrontata sulla base delle norme contenute nel Codice del lavoro. Ma lo Spiil ribatte che nel Codice si afferma soltanto che “è giornalista chiunque abbia per attività principale, regolare e retribuita, l’ esercizio della professione in una o più aziende editoriali, pubblicazioni quotidiane e periodiche o agenzie di stampa e che da esse ricava la maggior parte del proprio reddito’’.
Una definizione che, secondo lo Spiil, consentirebbe anche ai giornalisti della stampa digitale, che non sono salariati ma che rispondono pienamente alle condizioni previste dalla legge, di ottenere la Carta professionale.
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