Viviane Reding ha più volte sottolineato il divario eccessivo tra l’Italia e i principali Paesi dell’Ue riguardo le tariffe di terminazione. La terminazione è una sorta di “pedaggio”, imposta dagli operatori nell’ospitare sulla propria rete le chiamate provenienti da altri gestori. Una tassa che si traduce in più alti prezzi per i consumatori ma che non appare giustificata né dal livello di investimenti, già rientrati, né dall’effettivo rapporto tra costi e margini. L’obiettivo di lungo termine del commissario Reding è allineare le tariffe di terminazione mobile a quelle in vigore nella telefonia fissa (c’è un rapporto di quasi 9 a 1). L’Agcom fissò, a partire da luglio 2006, un tetto massimo uguale per Tim e Vodafone (11,2 centesimi al minuto) con riduzione triennale del 13% meno l’inflazione e un valore di 12,9 centesimi per Wind, con una discesa del 16% meno l’inflazione. Con un ulteriore provvedimento si è imposta una riduzione all’operatore 3, che, dal prossimo primo marzo, passa da 18,76 a 16,26 centesimi al minuto. Misure considerate, però, troppo morbide dall’Ue. L’Autorità ha, allora, deciso di riavviare l’intera analisi relativa la mercato della terminazione mobile e di preparare uno schema di provvedimento più severo da presentare a Bruxelles.
Oggi Radio Radicale compie cinquant’anni. Un traguardo importante per una delle emittenti più singolari del…
Ormai non passa giorno senza una nuova aggressione ai giornalisti, che non si contano più:…
Il Gruppo Sole 24 Ore chiude il 2025 in attivo. Quattro milioni di euro di…
Alta adesione allo sciopero del 27 marzo, la Fnsi rilancia la battaglia del contratto. “Per…
Il Garante privacy ha sanzionato Bakeca srl, società che gestisce un portale di inserzioni gratuite, per aver…
L’editoria italiana sta vivendo un momento di rara instabilità. Tutti i nodi stanno venendo al…