Firenze, Palazzo Panciatichi
Il Comune di Firenze scende in campo per tutelare le edicole storiche. L’amministrazione comunale ha concesso, anzi confermato, l’abbattimento del canone per il suolo pubblico di circa il 70 per cento. Una scelta che potrebbe avere un valore economico fondamentale per la sostenibilità dei chioschi e delle attività che vendono giornali. Specialmente quelle che insistono nel centro storico che è entrato a far parte già da tempo del patrimonio Unesco.
L’abbattimento del canone per il suolo pubblico disposto dal Comune di Firenze a favore delle edicole sarà valido per il biennio 2026-27. E “premierà” le attività che risultino in regola con il pagamento dello stesso canone. E che, soprattutto, non abbiano mai riportato violazioni del requisito principale. Ossia della vendita prevalente di prodotti da edicola. Su questa vicenda, l’amministrazione comunale non transige. E, anzi, ha già provveduto a sanzionare gli esercizi commerciali che risultavano in violazione. Per la precisione, finora, sono state elevate ben 25 sanzioni, da 500 euro, ad altrettante edicole. Che, peraltro, rischiano pure l’imposizione di un provvedimento di chiusura per venti giorni in caso di recidiva e reiterazione. Le norme fiorentine parlano chiaro: l’obbligo è quello di esporre prodotti editoriali per almeno il 70 per cento della superficie esterna dell’edicola.
Il pagamento per le edicole di un canone per l’occupazione di suolo pubblico ridotto al 70% non sarà l’unico “aiuto” previsto dal Comune di Firenze. Che aveva già demandato alle attività anche l’espletamento di alcune attività strettamente legate al turismo e alla consegna di pacchi. Ce n’è ancora un’altra. Le edicole, infatti, potranno trasformarsi in punti pubblicitari. E brandizzare tutta la superficie esterna. A patto, però di mettere su allestimenti temporanei. Non più di sette giorni consecutivi, non oltre 21 giorni in un anno e solo per la promozione di particolari eventi cittadini. Eventi che saranno debitamente discussi. E approvati dal Comune stesso.
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