“In ginocchio di fronte ai voleri del Presidente del Consiglio, il vertice Rai gli porta in dono la testa di Paolo Ruffini. Incapaci anche soltanto di simulare un minimo di autonomia, e incuranti di ogni valutazione di merito, Direttore Generale e Consiglio danno esecuzione agli ordini impartiti da Palazzo Chigi”. Sono le parole di Roberto Natale, presidente del Sindacato unitario dei giornalisti italiani.
“Non è in questione il nuovo direttore, Antonio Di Bella, che di certo non si presenta con il profilo del normalizzatore. Ciò che brucia – continua Natale – è lo spettacolo di subalternità del vertice, il suo silenzio di fronte all’appassionata difesa del lavoro di questi anni fatta dai dirigenti di RaiTre, dagli artisti che con essa collaborano, da tanti cittadini che hanno visto nella rete le caratteristiche nitide di un servizio pubblico non sempre riconoscibile altrove.
Da viale Mazzini si continua a ignorare la domanda di autonomia della Rai che viene da tanta parte dell’opinione pubblica, e che ha portato in piazza, appena poche settimane fa, decine e decine di migliaia di persone. Decisioni del genere sembrano fatte apposta per sollecitare una replica”.
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