Secondo Roberto Napoli, commissario dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni nonché componente del comitato Italia Digitale, di recente ci sarebbe stato un freno alle risorse destinate da Rai e Mediaset per lo sviluppo del digitale terrestre. In particolar modo da parte della tv pubblica. «Ora mi sembra che il nuovo direttore generale abbia dato un segnale in controtendenza, annunciando un maggior impegno dell’azienda pubblica», ha affermato Napoli. Nei giorni scorsi il dg di viale Mazzini, Mauro Masi, aveva affermato che l’azienda si sarebbe impegnata a investire sul digitale non meno di 750 milioni di euro, mentre il presidente Paolo Garimberti aveva garantito che la Rai avrebbe mantenuto «il suo ruolo di locomotiva nell’innovazione anche in un momento di difficoltà».
Secondo Napoli gli operatori dovrebbero «comprendere che questa tecnologia rappresenta una vera e propria rivoluzione, che oltre a offrire molti più canali agli utenti permetterà di utilizzare la televisione in modo innovativo e interattivo». A pieno regime saranno oltre 80 le emittenti presenti sul palinsesto, contro le 27 di oggi. «Il digitale potrà inoltre dare nuovo slancio alla vocazione italiana di produttori di contenuti», ha puntualizzato Napoli, «dobbiamo approfittare di questa nuova offerta di canali per tornare leader in questo settore».
Luisa Anna Magri
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