I contributi pubblici all’editoria non saranno cancellati ma dovranno essere più selettivi i criteri di erogazione. Lo ha detto il presidente del Consiglio Mario Monti, rispondendo alla domanda di un cronista del ‘Manifesto’ che ha ricordato come a causa dei tagli decisi dal precedente Governo decine di testate giornalistiche rischiano di chiudere nei prossimi mesi. “Sarebbe impensabile – ha affermato il premier – eliminare completamente contributi che sono il lievito di quella informazione pluralistica e della coesistenza di correnti culturali e politiche che sono vitali per un Paese, ma sarebbe altrettanto superficiale e brutale eludere il problema, lasciando le cose immutate in una fase in cui ogni euro che lo Stato spende deve esser oggetto di verifica”.
“I contributi verranno mantenuti ma – ha avvertito Monti – stiamo lavorando per avere criteri obiettivi, il più possibile persuasivi, per scegliere, selezionare ciò che da un punto di vista generale ci parrà più meritevole del contributo della generalità dei contribuenti. Sappiamo tutti che è molto difficile questa operazione, ci saranno criteri anche di tipo quantitativo, per esempio l’effettivo impiego di risorse umane, l’effettiva diffusione, è un mondo in cui non è facilissimo cogliere ciò che è effettivo, reale, concreto”. Tuttavia, ha concluso il capo del Governo, “la stampa deve essere pluralistica, difendibile e la difenderemo”.
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