Nuova accusa penale per Minzolini, già indagato dalla Procura di Roma per peculato.
Questa volta si tratta di Tiziana Ferrario. La giornalista fece causa, vincendola, per la rimozione dal ruolo di conduttrice del Tg1. Minzolini ha fatto “orecchie da mercante” (come ha affermato Feltri) e non l’ha reintegrata come conduttrice, ma come caporedattore. Secondo i giudici il movente sarebbe politico. L’avvocato della giornalista ha affermato che la discriminazione politica è stata accettata dal giudice del lavoro.
«Anche i direttori devono rispettare la legge» precisa la Ferrario. Minzolini non tarda a difendersi e approfitta del suo spazio editoriale al Tg1. Per il direttore è una «boiata pazzesca», si trattava di «ricambio generazionale», afferma i suoi diritti decisionali e critica il protagonismo mediatico dei magistrati, in particolare ne punta uno: «Woodcock ha un debole per i titoli».
Per il Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi si tratta di una «iniziativa giudiziaria sproporzionata verso uno dei pochi giornalisti fuori dal coro».
Anche Casini difende il potere decisionale del direttore: «l’autonomia dei direttori è sacra».
Per Cicchitto la Rai è un’azienda a sovranità limitata. «È perciò impossibile modificare direttori, conduttori e altre mansioni? Chi decide?» Sarebbero le toghe, afferma ironicamente Feltri, direttore de Il Giornale.
Non tarda il paragone con le vicende giudiziarie del premier. «Metodo Berlusconi per Minzolini, vale a dire una visita intimidatoria della Guardia di Finanza come preavviso di grane più grosse in arrivo. L’irruzione è piuttosto un modo per suscitare clamore mediatico per denigrare un professionista autorevole come Minzolini?», conclude Osvaldo Napoli.
Per Bondi sono i magistrati stessi a violare la legge, «alcune procure violano sistematicamente la legge e i principi essenziali di ogni ordinamento democratico».
Di tutt’altro parere Garimberti, «la Rai ha la massima fiducia nella magistratura e non si permette di giudicare le sue iniziative». Per il Presidente Minzolini userebbe il tg a fine privato. Dello stesso parere il Pd, l’Idv e lo stesso cdr del tg1. Anche la Lei è bersagliata. «Il dg Lei ha contribuito a far cancellare dai palinsesti trasmissioni di successo come Annozero, Parla con me e Vieni via con me e si ostina inspiegabilmente a tenere Minzolini», afferma Orlando dell’Idv. «L’Italia dei Valori, l’unica forza politica a non aver accettato poltrone nel Cda Rai, chiede a tutti i partiti di fare un passo indietro e di restituire la Rai ai cittadini e alla libera informazione, approvando una legge sul conflitto d’interessi», conclude Orlando.
Intanto il dg Lei temporeggia e il Cda rimane spaccato. «C’è del marcio in Danimarca» Ha concluso ieri Minzolini citando l’Amleto. In Danimarca chi lo sa, ma di sicuro c’è n’è in Rai.
Egidio Negri
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