«Il milleproroghe scade il 28 febbraio. Contiene una miriade di misure eterogenee e sarebbe bene interrogarsi sull’utilità di riproporre ogni anno questo strumento anzichè mettere mano a riforme organiche nei diversi settori interessati. Tuttavia oggi il governo può scegliere due strade: ricorrere alla fiducia per impedire il confronto oppure raccogliere la disponibilità del Pd e delle opposizioni e dare una risposta positiva a quella maggioranza di deputati di tutti i gruppi parlamentari i quali chiedono che vengano ripristinati i fondi per l’editoria a sostegno non solo dei giornali di partito, ma di molte pubblicazioni importanti».
È quanto dichiara la vicepresidente del Pd, Marina Sereni. «La revisione complessiva del sistema è importante per evitare sprechi e contributi a media che nulla hanno a che vedere con l’informazione. Oggi c’è lo spazio per recuperare la forzatura voluta a dicembre con la Finanziaria, una forzatura che impedirebbe -avverte Sereni- qualsiasi vera riforma e farebbe tacere molte voci indipendenti nel panorama della stampa italiana».
I contenuti nell’ecosistema digitale sono come gocce d’acqua nell’oceano. A una domanda pressoché bulimica di…
La battaglia tra industria editoriale e intelligenza artificiale si sposta nuovamente in Europa, con un’iniziativa…
Dopo la Corte di giustizia Ue, il Tar Lazio respinge il ricorso di Meta contro…
Il Tar del Lazio con la sentenza che alleghiamo ha respinto il ricorso di Meta…
La crisi dell’editoria italiana torna sotto i riflettori con la pubblicazione, l’8 ottobre, dei nuovi…
Walter Lippmann nel suo testo del 1922, “L’opinione pubblica”, analizzava il rapporto tra realtà, informazione…