L’aula della Camera ha approvato una correzione all’emendamento sull’editoria che era stato concordato nel comitato dei 18 relativo ai contributi previsti -così diceva l’emendamento- ”nella misura massima del 100 per cento dell’importo spettante con riferimento all’anno 2008”. Questa formulazione, è stato osservato dall’opposizione, in particolare da Paolo Gentiloni del Pd, ”è ambigua perché se si parla di ‘misura massima’ significa che è possibile altra misura e difficilmente le testate potrebbero avere riconosciuto il massimo dalle banche a cui si rivolgono”.
Di qui la richiesta di sostituire quella formula con l’altra prevista dal subemendamento (primo firmatario Michele Ventura del Pd) che dice invece che il contributo è ”pari al 100 per cento dell’importo calcolato secondo i parametri stabiliti dalla legislazione vigente. Tale importo non può comunque essere superiore a quello spettante per l’anno 2008”. La norma, come ha sottolineato Gentiloni riguarda un’ottantina di testate, non solo politiche (circa 14) ma anche di cooperative di giornalisti, no profit e culturali. La modifica è stata approvata col parere favorevole sia della commissione sia del governo.
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