II mercato dell’informazione giornalistica generalista via agenzie è saturo. I contributi pubblici sinora concessi alle agenzie è destinato irreversibilmente a contrarsi. I canoni delle agenzie, al pari di tutti i servizi all’insieme dei giornali che oggi sono in piena crisi (dalle foto ai compensi ai collaboratori che le maggiori testate hanno già ridotto del 20% ) sono destinati ad essere contestati e ricontrattati al ribasso, mentre le spese, se non altro per gli automatismi contrattuali, sono destinate a crescere. Di fronte a questo realistico scenario, la navigazione delle agenzie, già difficile sinora, rischia di in infrangersi in una burrasca devastante. C’è, tra i dirigenti delle agenzie, chi, per consolarsi, ipotizza che le agenzie si trasformino in “news providers” cioè non più e non solo in raccoglitrici di notizie da diffondere poi alla clientela, ma in organismi che trattano l’informazione, l’impacchettano come vuole il cliente, sotto forma di pagine già fatte o di siti Internet chiavi in mano. Un’attività di questo tipo, per le agenzie generaliste, sarebbe un’operazione in perdita. Primo, perché il mercato di queste attività è ristretto e, secondo, perché per fare queste produzioni, servono organismo agili, costruiti sulla base elastica della sotto-fornitura (come aleatoria e variabile è la domanda). (Dalla rassegna stampa ccestudio)
Slc Cgil chiede impegni ad Antenna sui livelli occupazionali nel gruppo Gedi. Il sindacato, uscito…
Il Garante privacy ha irrogato a Enel Energia una sanzione di oltre 500mila euro per trattamento illecito…
Hoepli, si fa avanti Mondadori. Spunta l’offerta per rilevare il ramo scolastica della casa editrice…
L’Associazione lombarda dei Giornalisti sarà in campo: il 27 marzo le penne lombarde resteranno ferme…
Il Sole tramonta su Gedi. Su quello che doveva essere, con il passaggio agli Elkann,…
Il mondo dell’informazione si prepara a fermarsi in due date chiave: il 27 marzo e…