L’operazione anti-Megaupload potrebbe cancellare i dati personali che sono stati caricati dagli utenti, a partire da giovedì 2 febbraio: almeno 50 milioni dei 150 milioni di coloro che sono registrati al sito, potrebbero infatti perdere i propri file, fra cui foto di famiglia e documenti personali. Secondo i procuratori federali dello Stato americano di Virginia, i quali hanno bloccato l’accesso al sito, non sono solo i contenuti illegali quelli a rischio cancellazione ma anche quelli legittimi. L’azione è conseguente alla chiusura di Megaupload e all’inchiesta a carico di sette persone, fra cui il fondatore Kim Schmitz, meglio conosciuto come Kim Dotcom, i quali sono stati accusati di aver facilitato milioni di download illegali di film, musica e altri contenuti.
Come ha spiegato uno dei legali di Megaupload, Ira Rothken, le autorità hanno bloccato i fondi della società, interrompendo così il pagamento delle aziende esterne che sono state fino ad ora incaricate di conservare i dati: la Carpathia Hosting Inc. e il Cogent Communication Group Inc.
Secondo la Rothken la compagnia è in comunicazione con i procuratori per evitare la cancellazioni dei dati che potrebbe coinvolgere un numero davvero elevato di persone, nonché lo stesso andamento del processo: le informazioni caricate online si sono rivelate infatti fondamentali per la difesa in tribunale della società.
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