Sergio Mattarella non le manda più a dire, la lezione del Capo dello Stato ci ricorda la grande importanza, e dunque la responsabilità, che i media hanno nei confronti del dibattito pubblico. Per il Presidente della Repubblica c’è stato un problema nel “racconto” della pandemia. Che ha comportato, purtroppo, fratture nell’opinione pubblica. E, ancora più grave, ha impaurito decine di migliaia di concittadini, determinando ritardi nella campagna vaccinazione.
Nel messaggio durante la cerimonia di auguri istituzionali tra il Capo dello Stato e le forze politiche, Sergio Mattarella ha espresso parole chiare, chiarissime, sull’andamento del dibattito. E ha spiegato. “La prima difesa dal virus è stata la fiducia della stragrande maggioranza degli italiani nella scienza, nella medicina. Vi si è affiancata quella nelle istituzioni, con la sostanziale, ordinata adesione a quanto indicato nelle varie fasi dell’emergenza dai responsabili, ai diversi livelli. Le poche eccezioni – alle quali è stato forse dato uno sproporzionato risalto mediatico – non scalfiscono in alcun modo l’esemplare condotta della quasi totalità degli italiani”.
Troppo spazio, dunque, alle strampalate teorie di chi demonizza, senza apparente ragione, il vaccino. Un garbato rimprovero, da parte del Capo dello Stato Sergio Mattarella. Hanno pesato, e non poco, sulla vita civile degli italiani nel momento più duro della storia nazionale degli ultimi decenni. Ma per Mattarella c’è speranza. “Credo che si possa riconoscere come in Italia si sia affermata una sostanziale unità. Unità di intenti di fronte alla pandemia. E unità di sforzi per gettare le basi di un nuovo inizio. Il tempo dei costruttori si è realizzato in questa consapevolezza”.
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