Editoria

Mattarella e gli auguri a Libero che diventano una lezione di democrazia

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato gli auguri alla redazione di Libero Quotidiano in occasione dei venticinque anni dalla fondazione del quotidiano milanese. E l’occasione diventa, per il Capo dello Stato, quella di fare il punto sulla situazione e di ribadire l’importanza, centrale e decisiva, del pluralismo dell’informazione per far sì che la democrazia e la stessa carta costituzionale diventino, davvero, sangue e carne del Paese.

“Desidero inviare alla redazione e a tutto il personale il mio augurio di buon lavoro. Venticinque anni di vita sono un traguardo importante per un quotidiano, specie in un periodo non semplice per la carta stampata che soffre del caro dei lettori e della concorrenza degli altri media”, ha esordito Mattarella nel suo messaggio per Libero. E ha aggiunto: “È fondamentale in un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo continuare ad assicurare il pluralismo delle voci previsto dalla nostra Costituzione, necessario per garantire il diritto dei cittadini a essere liberamente e correttamente informati”. Una lezione, da tenere ben a mente, quella del Presidente. Non bisogna dimenticare, mai, che solo qualche anno fa c’era chi avrebbe voluto stroncare i giornali, azzerandone fondi e opportunità, solo per lucrare in termini di consensi e visibilità. Ma questo, che si poneva come il futuro ineluttabile, per fortuna è già il passato. La guardia, però, deve restare alta.

La lezione del Capo dello Stato prosegue, poi, a trattare perché il pluralismo è centrale e per quale ragioni competa proprio ai giornali: “Su giornalisti ed editori nel rispetto della libertà e delle loro scelte professionali  ricade infatti una grande responsabilità che interseca la vita democratica e che va ottemperata con intelligenza, gusto per la notizia, affidabilità, trasparenza”. Di sicuro temi non banali all’epoca delle fake news e degli algoritmi che decidono cosa debbano leggere gli utenti. E fino a quando. “E con questi criteri ideologici, primo fra tutti il controllo delle fonti, che distinguono l’informazione di alta qualità dalla produzione di fake news. L’augurio che invio a Libero – espresso in conclusione dal presidente Mattarella – allora è di proseguire nella tradizione giornalistica italiana all’interno delle rapide trasformazioni che il nostro tempo impone”.

Luca Esposito

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