L’Assemblea del Senato ha avviato ieri l’esame del ddl n. 2887 sulla manovra economica. Le ultime modifiche al testo sono state concordate ieri sera nel vertice di palazzo Grazioli durante il quale governo ha anche deciso di chiedere il voto di fiducia sul maxiemendamento. Oggi l’Aula del Senato sarà chiamata, dunque, a votare la fiducia e a licenziare il decreto che passerà alla Camera.
Una nota di Palazzo Chigi precisa: «Il governo intende porre la fiducia sul testo della manovra con le seguenti aggiunte: aumento di un punto Iva, dal 20 al 21%, con destinazione del maggior gettito a miglioramento dei saldi del bilancio pubblico; fino al pareggio di bilancio, contributo del 3% sopra i 500 mila euro; adeguamento delle pensioni delle donne nel settore privato a partire dal 2014». Dopo il comunicato, il contributo di solidarietà è ancora cambiato: 3% per i redditi che superano i 300 mila euro.
Il voto di fiducia è stato chiesto per evitare sorprese e per abbreviare i tempi di approvazione, malgrado Pd e Terzo polo avessero deciso di dare il via libera alla manovra entro oggi rinunciando a molti emendamenti e riducendo al minimo gli interventi nel dibattito generale. (Asca)
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