“L’editoria è industria culturale del paese. Non vorrei che passasse nell’opinione pubblica l’idea che è un settore assistito”. Lo ha detto il neo sottosegretario all’editoria della Presidenza del Consiglio, Carlo Malinconico, oggi nell’audizione in Commissione Cultura alla Camera. “Secondo le stime – ha spiegato Malinconico – il 10% di ciò che va in edicola riceve contributi. E’ giusto saperlo. I contributi indiretti sono stati cancellati nel 2010, non ci sono più tariffe agevolate. Questo ha portato 250 milioni di euro di risparmio di spesa per lo Stato. Siamo in attesa del beneficio sul credito d’imposta per la carta”. “Giornali e libri – ha continuato – stanno vivendo un momento difficile, nei primi dieci mesi del 2011 c’é stata una contrazione dei ricavi sia in termini di vendite sia di pubblicità. Per i quotidiani del 2,62% nei primi dieci mesi 2011 rispetto all’anno precedente. Nella pubblicità c’e stato un calo medio del 4,6% sia per i quotidiani che per i periodici. E’ positivo invece il dato sulla lettura sia per i libri che per i giornali. Ci sono 24 milioni di lettori al giorno medio. Questo porta a dire che il sistema è vitale anche se sta attraversando un momento di crisi”. “I 138 milioni di euro del fondo per l’editoria 2012 in realtà “sono solo nominali perché gravano oneri che non sono riferibili all’editoria direttamente” ha spiegato il sottosegretario Carlo Malinconico. “Di questi – ha precisato il sottosegretario – 50,8 milioni di euro sono dovuti a una rateizzazione di un debito che aveva lo Stato con le Poste. Poi ci sono altri contributi fra cui un milione per non vedenti, 4 milioni per Radio Radicale, 22,5 milioni per convenzioni per minoranze linguistiche. Alla fine restano 53,5 milioni di euro di fatto per l’editoria che sono il 30% di quello che per il 2012 è prevedibile”. (ANSA).
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