Editoria

L’USPI presenta la polizza contro i reati di diffamazione. Servirà soprattutto ai piccoli editori

Contro i rischi derivanti da cause per diffamazione e nelle liti temerarie è in arrivo un nuovo strumento pensato in particolare per i piccoli editori. Si tratta di un ombrello assicurativo messo a punto dall’Unione stampa periodica italiana, in collaborazione con Aon e in base ad un accordo siglato con il gruppo assicurativo Aig. Lo ha anticipato a Prima Comunicazione il presidente Francesco Saverio Vetere. “Abbiamo messo a punto una polizza di Rc professionale per gli editori assolutamente innovativa e inedita nel panorama italiano, nel nostro Paese non esiste alcun tipo di assicurazione in tal senso – spiega -. Ci fu, a dire il vero, un tentativo nel 2011, quando venne stipulato un accordo con i Lloyd’s, ma i costi si rivelarono talmente alti da risultare proibitivi. La novità di questa nuova polizza è invece il fatto che i costi sono correlati al fatturato dell’azienda, a partire da livelli molto bassi. Il primo scaglione, che va fino a 50mila euro di fatturato all’anno, prevede ad esempio un premio di 500 euro all’anno. Poi naturalmente c’è un aumento progressivo della tariffa per i successivi scaglioni. Per i piccoli e medi editori, ma soprattutto per i micro-editori, penso in particolare agli editori digitali, si tratta di uno strumento importantissimo, che offre una risposta concreta in particolare nel campo della diffamazione e delle liti temerarie”. Un piccolo editore è assolutamente senza tutele davanti al rischio o anche alla semplice minaccia di dover sopportare i costi di lunghi contenziosi, che pur se nella quasi totalità dei casi si risolvono in un nulla di fatto, nel frattempo possono portare alla fine dell’attività dell’impresa.
L’accordo per la polizza assicurativa di Rc professionale è riservato a tutti gli associati Uspi.

Ivan Zambardino

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