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LUNGA VITA ALLA LIBERA CULTURA IN RETE

Sull’onda lunga degli indignados di tutto il mondo uniti al richiamo della protesta contro la mostra stretta di un’economia asfittica, si inserisce il movimento dei 9mila giovani tedeschi che ha protestato ed occupato Postdammer Platz durante il discorso di Benedetto XVI al Bundestag indignados.
Il movimento degli indignati teutonici, si differenzia però da quello dei colleghi europei per la strutturazione del movimento che dal 2006 si è diffuso a macchia d’olio tra la Svezia e la Germania, tanto da costituire un partito e raccogliere alle ultime elezioni a Berlino, alle ultime comunali, il 9 per cento dei voti.
Leader del partito è il giovane ingegnere bio informatico Sebastian Nerz , che ci tiene a spiegare le differenze tra il suo partito ed il movimento degli indignados: «La differenza che abbiamo con gli indignados , spiega Sebastian Nerz, 28 anni e leader del Piratpartei tedesco , è che, pur condividendone alcuni temi, pur sentendoci loro vicini per le problematiche che propongono, noi facciamo un lavoro diverso. Noi vogliamo entrare nel sistema, lo vogliamo cambiare dall’interno».
Il movimento del Piraten Partei diventato oggi un punto di riferimento soprattutto per i giovani elettori, nasce ad opera di un gruppo di nerd cervellotici del web ed è proprio sul web che si è svolta la campagna elettorale, investendo solo 25mila dollari e riscuotendo successo di elettori alle urne.
Punti di forza del programma elettorale sono salario minimo per tutti, diritto di voto per tutti gli abitanti della città, connessione alla rete e trasporti gratis e revisione delle leggi sul copyright.
Su quest’ultimo punto, il leader del partito insiste sulle eccessive misure di controllo del copyright ,che andrebbero progressivamente a violare i diritti dell’uomo , e dei modi con cui queste ultime vengono esercitate.
La massima del partito è quella di preservare la libera diffusione della libertà intellettuale e dell’imprescindibile binomio cultura – libertà, senza l’uno non sussiste l’altro.

Arianna Esposito

editoriatv

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