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L’UE ARCHIVIA 11 PEROCEDURE D’INFRAZIONE A CARICO DELL’ITALIA

Scende ancora il numero delle procedure di infrazione a carico dell’Italia. Nella riunione del 26 giugno, il Collegio dei Commissari europei ha stabilito l’archiviazione di 11 procedure di infrazione a fronte di 6 aperture di nuovi casi. Un saldo positivo che ha portato a 176 (erano 181 ad inizio giugno) il totale dei casi aperti. Nei prossimi mesi, è attesa l’archiviazione di circa altre 30 procedure grazie alla conversione in legge del decreto-legge 8 aprile 2008, n. 59 per l’attuazione degli obblighi comunitari (il cosiddetto salva-infrazioni).
Il miglioramento del nostro Paese nella riduzione delle infrazioni e del contenzioso comunitario nel corso dell’ultimo anno è sensibile. A luglio 2007, erano 213 i casi aperti, 245 solo nel maggio 2007. Resta l’ambiente il settore capofila con 50 infrazioni, seguito da fiscalità e dogane con 22 e appalti con 20.
Nell’audizione tenuta al Senato, il 17 giugno 2008, il ministro Ronchi ha affermato che “nonostante il notevole miglioramento, rimaniamo in testa alla classifica negativa dei Paesi con il più alto numero di procedure aperte”. Il ministro si è impegnato ad intensificare gli sforzi in questo settore specificando che “non si tratta di migliorare una classifica, per il momento ancora negativa, ma anche di far fronte nel migliore dei modi all’indubbia accelerazione impressa dalla Commissione e dalla Corte di giustizia delle Comunità europee nella trattazione dei casi di inadempimento al diritto comunitario. Soprattutto nella procedura che segue ad una prima sentenza di condanna della Corte, la cosiddetta procedura 228 dall’articolo del Trattato che la prevede, la Commissione ha ormai imposto cadenze temporali suscettibili di portare nel giro di un anno, se non di pochi mesi, ad un nuovo processo in Corte, e quindi, in caso di nuova condanna, anche a pesanti sanzioni pecuniarie nei confronti dello Stato. Naturalmente – ha aggiunto – per far fronte alla soluzione di una procedura è indispensabile l’intervento legislativo, va da sé che c’è bisogno del contributo delle Camere”. “Sarà probabilmente necessario fare, talvolta, ricorso, come del resto previsto dall’art.10 della legge 11 del 2005, o a disegni di legge ad hoc, sui quali chiedere al Parlamento la trattazione d’urgenza, o addirittura, laddove indispensabile, a decreti legge del tipo del recente “salva-infrazioni”.
Fabiana Cammarano

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