Lotta alla pirateria: dal 1° agosto in Russia entra in vigore una norma ad hoc

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untitledDalla Russia con furore (è il caso di dirlo) arriva la Sopa Bis (Stop Online Piracy Act). Sembra infatti che anche al di  al di là della vecchia “cortina di ferro”,così come in America ci si sia decisi ad impugnare provvedimenti che mirano a combattere e contrastare la pirateria in rete. Il 21 Giugno la Duma(Il Parlamento Russo) ha approvato La legge federale 187 “sulle modifiche a taluni atti legislativi della Federazione Russa sulla protezione dei diritti di proprietà intellettuale nelle informazioni e delle reti di telecomunicazioni”. L’iter burocratico è iniziato con l’approvazione del Consiglio della Federazione avvenuto il 26 Giugno ed è proseguito infine con la firma del Capo dello Stato Putin, risalente al 2 Luglio. Dal 1° Agosto la norma entrerà in vigore. Cerchiamo di analizzare i contenuti della legge. Il provvedimento conferisce al Tribunale russo il potere di censurare i siti web il cui contenuto audio e video non è diffuso legalmente secondo le norme del diritto d’autore. Per il momento il monitoraggio è riservato solo ai contenuti video coperti da diritto d’autore e dunque non estendibile ad ogni tipo di contenuto del web, come previsto inizialmente dalla norma. Ma come agirà l’organo preposto al controllo?E’ presto detto.  Il Tribunale, a seguito della segnalazione del titolare del diritto violato, può agire in tempi pressoché immediati. Il metodo d’azione è semplice e repentino. Come prima cosa l’Autorità Moscovita provvederà a bloccare il sito web segnalato per illegalità, ordinandone anche la rimozione dei contenuti. Il tutto, però, dovrà avvenire prima di un’effettiva conferma formale dell’avvenuta violazione. Insomma trattasi di una pena preventiva, laddove ad essere colpiti sono i distributori pirati e non i fruitori del servizio. Ora come prevedibile , il provvedimento ha alzato un bel polverone nel paese dell’Est Europa. L’inserimento nelle black list dei siti additati come “non conformi” alla norma rischia di essere troppo repentino e generalizzante. A condividere tale prospettiva che sembra allarmante  è stato anche Stanislav Kozlovsky, il direttore esecutivo che gestisce la Wikipedia russa. Kozlovsky ha rilasciato alcune dichiarazioni al sito web di notizie Digit.ru, in cui spiega che tutti gli articoli di Wikipedia sono collegamenti ipertestuali a fonti. Quindi è molto probabile che queste fonti rimandino a contenuti che non siano posseduti e controllati dai legittimi titolari. Insomma nella logica dei collegamenti ipertestuali, è possibile incappare in qualche contenuto “scoperto da copyright”. Questo per certi versi non costituisce una violazione al 100% del diritto d’autore, quanto piuttosto una strada per la diffusione del sapere. E qui entrano in gioco le contrapposte fazioni di quanti sono a favore dell’applicazione del diritto d’autore sul web e quanti invece la pensano diversamente. Intanto lo strumento cirillico di “morsa” sulla rete rischia di richiamare l’attenzione anche di altri paesi che potrebbero adottarlo ad esempio. Ed allora sì che il web  i  rischia di mutare davvero i suoi connotati.

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