Tante priorità ci attendono fedeli a settembre. Lavoro, credito alle aziende, emigrazione, sicurezza, rilancio dell’Italia nel mondo, pensioni, riforme del mercato per citarne solo alcune. Nella lista non c’è l’aggressività dei media contro la politica, il governo o l’opposizione. Sommando l’efficacia della maggioranza all’inanità del centro-sinistra, il conflitto di interessi del premier Berlusconi è ormai fuori dall’agenda: si poteva fare una legge, la sinistra non ne è stata capace, l’opinione pubblica è passata ad altro. Ma insistere, come fa il primo ministro, che i mali del paese derivino da un solo telegiornale Rai o da giornali liberamente in edicola è sbagliato. Una volta può essere lo sfogo di un leader stufo di campagne personali. A ripetizione rende l’aria pesante. Tenta al conformismo chi lavora nell’informazione e questo non è mai un bene. La storia delle società aperte dimostra quanto sia indispensabile il confronto senza filtri o censure. Insistere ad attaccare i media non è ne elegante, ne opportuno. Il governo rifletta sulle critiche, quando fuor di luogo le respinga, quando utili le assuma. E la miglior medicina, si chiama democrazia.
(Dalla rassegna stampa ccestudio.it)
I giornalisti di Repubblica hanno dichiarato due giorni di sciopero per l’opacità della trattativa tra…
Repubblica, il dado è tratto: niente informazioni, niente lavoro e i giornalisti incrociano le braccia:…
Si muove qualcosa a Raisport con la richiesta, pervenuta dall’amministratore delegato Gian Paolo Rossi, di…
Cronaca giudiziaria e diffamazione: le Sezioni Unite restringono l’area dell’errore tollerabile Le Sezioni Unite civili…
Usigrai a valanga sul direttore di RaiSport Paolo Petrecca: non s’è placata l’eco delle polemiche…
Olimpiadi con sciopero (della firma): a Raisport è polemica. E il comitato di redazione, insieme…