Gli italiani leggono sempre meno e ora lo certifica anche l’Istat. Nel report sulle condizioni del Paese per il 2025, l’istituto nazionale di Statistica fotografa il “disimpegno” del Paese nei confronti dei libri e più in generale della lettura, soprattutto da parte dei più giovani. Stando ai numeri resi noti dall’Istat, infatti, a fronte di una tendenza che si era registrata qualche tempo fa che parlava di un graduale aumento della percentuale di lettori di libri a 10-14 anni, si riscontra adesso una pesante e decisa battuta di arresto. Tra gli italiani nati nel 1995-1999, la percentuale di lettori tra 10 e 14 anni è del 64,9%, mentre scende di oltre 10 punti percentuali (54,1 per cento) tra i nati nel 2000-2004. Le lettrici superano i lettori in tutte le classi di età di ogni generazione.
La disaffezione alla lettura, però, non colpisce soltanto i libri. Ma, ovviamente, anche i quotidiani. Ed è sempre l’Istat a certificarlo. E il confronto tra generazioni restituisce la dimensione di una realtà che è evidente, vivida, innegabile:0 la quota di lettori di quotidiani, fanno sapere dall’Istat, si riduce progressivamente tra le generazioni a parità di età: a 45-49 anni era del 44,2% nella generazione dei nati tra il 1950 e il 1954, crolla 15 anni dopo per i nati tra 1965 e 1969 (29,4%) e, dopo ulteriori 10 anni, scende al 12% tra i nati nel 1975-1979. La lettura di quotidiani è tendenzialmente più elevata tra gli uomini.
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