«Rifondazione comunista sta decidendo
di rinunciare al contributo pubblico per
l’editoria?». È il brutto sospetto dei redattori
e dei poligrafici del quotidiano Liberazione,
che dal 28 dicembre occupano la
redazione per impedire la chiusura della
testata che ha cessato la pubblicazione in
edicola (nel frattempo i lavoratori ne assicurano
l’edizione in formato pdf). Ora però
i giornalisti si chiedono se Mrc Spa,
società nella quale Prc è azionista di maggioranza,
voglia rinunciare agli eventuali
finanziamenti pubblici per il quotidiano.
Che dovrebbe tornare in edicola entro domani,
secondo la redazione, pena appunto
la perdita del diritto al finanziamento.
La legge prevede infatti che per avere accesso
ai fondi, un quotidiano debba uscire
in edicola 250 giorni l’anno: visto che
Liberazione esce 5 giorni alla settimana,
oggi è l’ultimo giorno utile per tornare a
lavorare all’edizione su carta.
«Il Prc non
rinuncia per niente al contributo, anzi stiamo
discutendo con il governo per aumentarlo»,
replica il segretario Paolo Ferrero.
«Questo è l’unico modo per salvarla». E
smentisce l’esistenza di un «limite invalicabile»
che scada nei prossimi giorni, «a
costo di farla uscire 7 giorni su 7». Ma,
aggiunge, «è evidente che il suicidio sarebbe
dato dalla scelta di far uscire comunque il giornale cartaceo in questo periodo
e in queste condizioni. Porterebbe nel giro
di pochissimo tempo al fallimento certo.
Questo perché i tagli hanno determinato
un deficit strutturale enorme e l’assenza
di liquidità».
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