Per il presidente dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti, Enzo Jacopino, si è tentato da più parti di stravolgere il testo originale della legge sull’equo compenso per i giornalisti. Per questo invita alla prudenza «e a non dare per conclusa la battaglia sulla approvazione della legge».
«Queste norme – spiega – sono certamente molto importanti, soprattutto se collegate con la Carta di Firenze. Ma se non ci sarà quella collaborazione, fin qui mancata, da parte dei colleghi a vario titolo garantiti nelle redazioni le norme rimarranno solo la testimonianza della possibilità di moralizzazione in un mondo che è diventato terreno di scorrerie».
Per Jacopino, il problema «non è rilasciare dichiarazioni o organizzare manifestazioni, importanti, ma che finiscono arrotolando le bandiere, ma trasmettere agli Ordini regionali, che sapranno fare il loro dovere, le segnalazioni sulle violazioni della Carta di Firenze e di quella che sarà la legge sull’equo compenso».
«Fino ad oggi né singoli né organismi di rappresentanza, che pur godono di tutele di legge, hanno segnalato quei comportamenti indecenti che violano la Carta di Firenze, in vigore dal 1 gennaio 2012. Ma – conclude – le redazioni continuano ad avvalersi di colleghi prepensionati che a volte fanno perfino lavoro di desk e i colleghi precari continuano ad essere retribuiti con pochi euro, come ha recentemente denunciato una ricerca di Errori di stampa: per mille euro non basta il lavoro di un mese ma occorrono 40 giorni. Una vergogna».
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