Tra le novità introdotte dal regolamento per il riordino dei criteri di erogazione dei contributi all’editoria (atto n. 183) che a breve sarà sottoposto al parere delle Commissioni del Senato e della Camera, viene rimosso il limite percentuale di entrate pubblicitarie rispetto ai costi complessivi dell’impresa per l’accesso ai contributi statali. Un limite che sembra doveroso visto che le provvidenze statali dovrebbero agevolare quei giornali che svolgono un importante ruolo di informazione e di rappresentanza e che non hanno grosse entrate pubblicitarie. L’entrata in vigore del regolamento, così com’è, comporterebbe l’erogazione dei contributi anche a giornali soggetti a logiche di sponsor e di pubblicità e, addirittura, ai giornali integralmente pubblicitari. Per questo, alcuni deputati della Lega (Silvana Andreina Comaroli, Fava, Crosio, Grimoldi e Maccanti) hanno chiesto al governo “come intenda intervenire per far sì che i contributi statali vengano riservati alle imprese editrici che realmente svolgono un importante ruolo di informazione e di rappresentanza”.
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