La crisi della carta e dell’editoria è «evidente e drammatica». Senza precedenti. Occorre subito un piano industriale serio e «aggiornare il quadro normativo che ormai risale al 1981».
La radiografia della filiera di settore, affidata dal presidente della Fieg (editori) Carlo Malinconico e da quello di Assocarta Paolo Culicchi al professor Alessandro Nova della Bocconi, non lascia molti margini. E per tamponare le falle— «ed evitare macelleria sociale»— i presidenti delle associazioni coinvolte nella filiera (Acimga, Aie, Anes, Argi, Asig, Assocarta, Assografici) hanno chiesto al governo provvedimenti di impatto immediato come la detassazione degli utili investiti in pubblicità (che non deve essere più vista come un costo) e il ripristino del credito di imposta del 10% sugli acquisti di carta.
L’analisi di Nova dimostra che la crisi del settore nel 2009 ha raggiunto l’apice con un calo di fatturato del 14%. Ma purtroppo arriva da lontano, da almeno una decina d’anni. «Quasi tutti gli indicatori sono in costante flessione, in questo quadro si può affermare che dal punto di vista tecnico e finanziario è inutile fare investimenti», spiega Nova. Occorrono invece interventi di sistema: «Interventi per portare la filiera a competere con l’estero dove i tassi di crescita sono diversi».
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